Ma, il film di EVA quello vero, alla fine qual è?

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Sono ormai passati anni dal boom del fenomeno EVA. Un fenomeno che ha riverberato ovunque per un’intera generazione di anime-fan. Ed ora per i fan di ieri, così presi visceralmente ai tempi della prima visione, tra versioni, cicli e ricicli quel fervore sta diventando un ricordo. I fan del First Impact, un po’ per stanchezza, ormai si stanno lasciando indietro quegli anni spesi a fare interpretazioni su interpretazioni. Cosa è rimasto?

La molteplicità di idee e spunti che Hideaki Anno è riuscito a raccogliere in quello che è il suo capolavoro si è diffusa a macchia d’olio nell’immaginario del sol levante, tanto da arrivare a costruire una sorta di iconografia: per ben più di dieci anni abbiamo ritrovato dejavu di Evangelion disseminati sia in lavori prettamente d’animazione che cinematografici, quasi mai con una presa emotiva paragonabile all’originale e usati perché ormai erano diventati un “modo di fare”, quasi un linguaggio.
Tanto per capirci, facciamo un parallelo ardito con il cinema: come rappresentare il passaggio dalla realtà ad una sequenza onirica/interiore/immaginata?
– cinema classico hollywoodiano: sfocatura in dissolvenza e suono d’arpa.
– anime robotico dalla fine degli anni ’90: goccia d’acqua che cade al contrario con un riverbero infinito.
Ovviamente questo esempio è una voluta esagerazione, ma anche questo fenomeno, insieme al marketing devastante, ha concorso a creare un po’ di stanchezza.

Tra quello che è uscito fino ad ora ci si chiede, quale può essere considerato “il film definitivo di Evangelion”. La domanda non è poi così scontata perché nell’espressione “IL FIL di…” si raccolgono un mare di aspettative, infatti culturalmente parlando dalla diffusione di massa del cinematografo “IL FILM” è anche sinonimo di versione ufficiale e definitiva. Questa idea, abbastanza opinabile perché non è corrisponde necessariamente a realtà visto come sfruttiamo i media oggi, è fortunatamente in declino. Un tempo “IL FILM” era forse l’unica versione, quella con la parola fine, che avrei avuto occasione di fruire di un romanzo/fumetto/serie televisiva come pubblico occasionale (anche se poi era sempre più bello il libro). Ora la reperibilità delle fonti è ben diversa cosa.
Nonostante ciò, questa cosa de “IL FILM di” è un po’ rimasta nell’aria.

Nel caso di Evangelion, si è a lungo parlato della rebuild come della versione definitiva, ora che non si sa neanche se Anno abbia realmente voglia di concluderla con il quarto, questa “speranza” è ormai passata e passatista.

Gli stessi film cinematografici di fine millennio di EVA, da noi arrivati con un ritardo assolutamente incredibile e ingiustificabile nel 2005, non possono considerarsi delle vere versioni definitive per pochi semplici fatti: di queste ne esistono diverse varianti, il primo Death & Rebirth è un rimontaggio più un frammento della prima parte di End of EVA, mentre lo stesso The End of EVA è una versione alternativa delle due ultime puntate della serie (cosa che non stupisce perché Anno li realizzò sotto minacce, anche di morte, da parte dei fans).
Nonostante questo, se qualcuno per assurdo volesse vedere nella sua vita una cosa che sia una sola di Evangelion e, non avendo interesse a vedere una serie di 26 puntate che sarebbero comunque d’obbligo per entrare veramente dentro la storia, mi chiedesse di fargli vedere solo “IL FILM”, gli farei vedere questi due (ovviamente in versione Revival of Evangelion con i due di fila).
Questo perché i suddetti due film hanno dentro così tanti elementi “forti” del sapore della serie originale che quello che è stato fatto dopo, almeno personalmente, diventa se non superfluo comunque ridondante.

“I FILM” in particolare:

Death & Rebirth

Una delle caratteristiche della saga di Evangelion che hanno sempre sorpreso è il fatto abbia acquisito una grandissima popolarità tra un vasto pubblico nonostante le scelte “impopolari”. Death & Rebirth è un esempio di questa tendenza di Hideaki Anno, che già aveva sollevato un vespaio evitando di dare un finale narrativo alla serie televisiva. Questa prima versione cinematografica si divide in due capitoli nettamente distinti: il primo, “Death”, consiste in un riassunto dei primi 24 episodi della serie, rimontata con una intricata tecnica a flash-back, eseguita magistralmente, di grande impatto ma forse di difficile comprensione per un “novizio”. Quindi se non si è visto la serie è necessario vederlo con un amico appassionato che ce lo spiega in contemporanea. Per questo, comunque, torna l’obbligo della serie…

La seconda parte, “Rebirth”, costituiva il vero nucleo di novità della narrazione che si interrompe al suo culmine demandando la parola “fine” alla visione del film successivo che riproporrà interamente questa sezione con altre leggere variazioni.

The End of Evangelion

La complessa ed enigmatica trama di Neon Genesis Evangelion, rimasta incompiuta negli episodi televisivi, arriva ad una conclusione in questo lavoro proposto per il grande schermo nel 1997, dove l’impianto cinematografico contribuisce ad alzare notevolmente la qualità della produzione a livello tecnico e getta nuova luce sulle soluzioni narrative che hanno creato uno stile.

Un’opera con tanti livelli di lettura, carica di simbolismi, che, sebbene di difficile fruizione, arriva a notevoli vette di lirismo e sperimentazione visiva. Per molti versi ancora ineguagliato nel suo genere.
I punti di forza incrollabili per me: la novità delle scelte di trama, lo stile visionario e come sono animati gli EVA. La mia è un’opinione personale, ma quel senso palpabile e materico di pesantezza dato dalle dimensioni degli EVA, qui reso in modo esemplare, è andato scomparendo nei film della rebuild lasciando posto ad una spettacolarità molto più, passatemi il termine, iperbolica e cartoonesca. Le scene d’azione dei film della rebuild, una dopo l’altra sempre più ridondanti, non sono figlie di Evangelion quanto di un’altra famosa serie Gainax: FLCL.

the_end_of_evangelion
Altra intuizione veramente geniale: il poster di The End prima di vedere il film sembra un’immagine concettuale. Poi dopo aver visto il film ci si accorge che non è una metafora, è proprio il film!

Attenzione, non sto assolutamente dicendo che i film della rebuid siano brutti, solo che sono “diversi” da quell’Evangelion che ha segnato un cambiamento nel mondo degli anime.

Detto questo, sono comunque curioso di vedere questo fantomatico quarto film.
Sicuramente la qualità sarà alta e non è certo mia intenzione dire che non sarà un degno capitolo prima di averlo visto. Ma sono quasi certo che non mi cambierà la vita di appassionato di anime e manga come aveva fatto prima la serie e poi “IL FILM” (“I FILM”) di Evangelion degli anni ’90.

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