Megaloman! Tokusatsau, Sentai, Kaiju o tutto insieme?

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Megaloman (メガロマン), la serie televisiva creata da Tetsu Kariya. Megaloman è stato uno degli esponenti di punta per popolarità del tokusatsu negli anni’80 in Italia.

La serie televisiva di Megaloman giunse sulle reti italiane nel 1980, lo stesso anno in cui arrivò da noi anche Ultraman, baluardo in patria del genere televisivo del super eroe tokusatsu.

Sebbene Megaloman non sia stata la prima serie tokusatsu con super eroe gigante vista sulle reti italiane (Spectreman arrivò in Italia un anno prima), dalla sua prima messa in onda ha saputo guadagnarsi una grande popolarità tra il pubblico più giovane, anche dal punto di vista del merchandise. Questo grazie anche al fatto che essendo una produzione del 1979, aveva un taglio più moderno rispetto alle altre serie che venivano importate all’epoca.

In Megaloman, oltre agli elementi forti di genere mutuati da Ultraman e soci, quali la presenza di un eroe umanoide gigantesco contrapposto agli ormai classici kaiju, anche se non in primo piano è presente anche l’aspetto sentai.

A questo punto, per chi non è avvezzo a queste categorie del telefilm fantascientifico giapponese, urge una piccola distinta per definire i termini che identificano i generi.

TOKUSATSU: letteralmente “effetti speciali“, è un macro-genere che identifica tutte quelle produzioni a soggetto fantascientifico dove si fa uso principalmente di modellini, attori in costume ed effetti pirotecnici. Il genere nacque e si sviluppò dopo la seconda guerra mondiale in seguito di un divieto imposto dagli Stati Uniti ai cineasti giapponesi di produrre film di guerra. Gli artigiani esperti di effetti ottici e nella creazione di modelli in scala realistici per il cinema portarono la loro specialità al servizio della fantascienza, genere che avrebbe permesso loro un’espressione più libera e creativa.

KAIJU: traducibile come “mostro misterioso“, identifica il primo grande filone tokusatsu ed ha il suo capostipite nel Godzilla (Gojira) creato da Eiji Tsuburaya. L’incubo delle radiazioni che ha segnato tanto l’immaginario del Sol Levante dopo le bombe di Hiroshima e Nagasaki, esplode al cinema sotto forma di una creatura colossale, dominata da una furia cieca che porta ovunque distruzione. Qui grande dispiego di modellini realizzati con cura e maestria per essere distrutti impietosamente in scena!

SUPER SENTAI: “Super Gruppo“, nasce da un’idea di Shotaro Ishimori, già creatore di Cyborg 009 e Kamen Rider, codificata nella serie live action Himitsu Sentai Goranger (Squadra Segreta Goranger). Le produzioni sentai nascono dall’esigenza di venire incontro ai più piccoli, che giocando in gruppo avevano bisogno di immedesimarsi in situazioni dove non ci fosse un solo eroe, ma ci fosse un team di eroi alla pari.
I gruppi sentai storicamente hanno un codice di colore che identifica anche la tipologia dei singoli elementi: in genere il capo ha il costume rosso, il cupo/ribelle blu o nero, il simpatico estroverso giallo, la ragazza rosa e il più giovane verde. Non a caso lo stesso codice viene poi usato anche in diverse serie animate ad esempio Golion (conosciuto anche come Voltron).

Il gruppo sentai di Megaloman al completo: Seiji Kurogawa (in blu), Hyosuke Yuri (in giallo), Ran Takamine (in rosa), Ippei Mashira (in verde) e Takashi Shishidou (l’identità segreta di Megaloman in rosso)

In Megaloman convivono tutte e tre queste tipologie di genere, sebbene il ruolo cardine vada alla trasformazione in Megoloman che rappresenta il vero clue di ogni episodio.

La trasformazione di Takashi in Megaloman

La storia di Megaloman segue i dettami classici del filone fantascientifico giapponese, con caratteristiche viste spesso anche negli anime. Takashi e la madre Rosemary sono due alieni provenienti dal pianeta Rosetta, fuggiti dalla loro terra natale in seguito alla morte del padre di Takashi e alla conquista di Rosetta da parte dei malvagi della Tribù del Sangue Nero sotto il comando di Capitan Delitto, che si rivelerà essere il fratello gemello di Takashi.

Raccoglitore, figurine e album vintage dedicati alla serie di Megaloman

Rosemary e Takashi, in clandestinità sulla Terra, iniziano a rifarsi una vita in Giappone confondendosi con gli abitanti del luogo. La loro vita sembra scorrere pacifica e serena fino a quando l’esercito di Capitan Delitto inizia un piano di invasione ai danni della Terra.
Takashi si “erge” allora come difensore della sua nuova patria grazie all’aiuto dei Bracciali-Megalon, donati dalla madre, in grado di trasformarlo in Megaloman, un guerriero gigantesco alto 100 metri e dotato di incedibili poteri, unico essere in grado di fronteggiare gli invasori ed i loro mostri giganti.
In seguito quattro amici che frequentano la stessa palestra di arti marziali di Takashi scoprono il suo segreto e, coadiuvati delle risorse tecnologiche del pianeta Rosetta, si uniscono alla lotta contro la Tribù del Sangue Nero.

La Fiamma di Megalopoli (Megalo Fire)

Famosissima la mossa finale che Megaloman usa per distruggere il Kaiju di turno: la Fiamma di Megalopoli (in originale Megalo Fire), un’onda di energia fiammeggiante che scaglia dai capelli con una gestualità quasi da teatro kabuki.

La serie di Megaloman è stata creta da Tetsu Kariya, mangaka creatore anche della serie animata di Daiapolon, e prodotta dalla Toho Company. Le 31 puntate di cui si costituisce la serie sono state mandate per la prima volta in onda in Giappone da Fuji TV tra il maggio ed il dicembre del 1979.

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2 thoughts

  1. Da bambino l’ho visto qualche volta ma non l’ho mai seguito approfonditamente nella storia. Quando da più grande ho visto uscire la serie “Pawer Renger ” ho sempre pensato che fosse ispirata al genere.

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