Boku wa Mari no Naka (Io Dentro Mari) di Shūzō Oshimi

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ぼくは麻理のなか – Boku wa Mari no Naka (Io Dentro Mari), è un manga seinen di Shūzō Oshimi, che ho iniziato a leggere per caso e che si è rivelato una sorpresa.

Isao Komori è uno hikikomori totalmente spiantato, vive auto-recluso passando le giornate a non fare nulla all’insaputa dei genitori che lo credono frequentare l’università. Tutte le sere alla stessa ora si reca in piccolo store 24h e incontra sempre la stessa giovane ragazza che è solito seguire silenziosamente fino a casa. Una sera i loro sguardi fatalmente si incrociano ed è il buio. Il mattino dopo Komori si sveglia e si rende conto che per qualche motivo la sua coscienza è rimasta imprigionata nel corpo della ragazza, che scoprirà chiamarsi Mari, e che la ha completamente sostituita.

Detto così potrebbe sembrare il preludio alla solita commedia scolastica tutta equivoci, cliché, faccette buffe e situazioni rocambolesche dove il protagonista se la cava sempre per un pelo con simpatia… niente di più distante.

Intrappolato nel corpo della ragazza che non conosce affatto, Komori sarà costretto a cercare di ricomporne la vita attraverso l’esplorazione della quotidianità, nel tentativo ritrovare la coscienza di Mari dall’interno. Ma a quanto pare sarà una cosa impossibile senza stravolgere con esiti imprevedibili la vita della ragazza.

Impossibile a questo punto dire altro senza fare spoiler decisivi: Boku wa Mari no Naka è un manga che è bello scoprire, anche perché quando le situazioni sembrano delinearsi su binari già conosciuti sa ribaltarsi con soluzioni non proprio aspettate.
Oltretutto, dopo il successo meritato di Welcome to The NHK, le storie con protagonisti Hikikomori sono diventate abbastanza popolari, tanto che spesso per creare dei personaggi più “di successo” questi vengono descritti in modo da renderli vincenti/simpatici agli occhi del pubblico più facile e/o più giovane.
Nel caso di Boku wa Mari no Naka invece l’ottica è molto differente, nella sua “irrealtà” sa essere spietatamente reale e non si risparmia di narrare anche aspetti spiacevoli e pruriginosi.

La forza di questo manga sta nell’introspezione dei pochi personaggi, Shūzō Oshimi ci proietta dentro Mari in ogni senso, ricostruendola pezzo per pezzo anima e corpo, senza trascurare gli aspetti più intimi e difficili, con una storia che parla di solitudine che sa essere disturbante e al tempo stesso commovente. Senza capire chi veramente osserva e chi viene osservato, addentrandosi nella lettura si ha quasi l’impressione che sia proprio Mari ad entrare lentamente dentro di noi.

La pubblicazione del manga è iniziata nel 2012 sul periodico Manga Action edito dalla Futabasha, fino adesso è stato raccolto in otto volumi ed è al momento ancora in corso.
A questo punto spero sinceramente che il manga non perda carattere dilungandosi troppo con troppa carne al fuoco e che venga pubblicato presto anche in Italia.

Shūzō Oshimi è un mangaka che, confesso, non conoscevo. Dei sui lavori in Italia è stato pubblicato I Fiori del Male, manga in 11 volumi edito da Planet Manga.
Un autore che mi propongo di approfondire…

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