RMS-099 Rick Dias 1/100, un Master Grade per “sperimentare”

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Direttamente dalla seconda serie di Gundam, la controversa quanto indimenticabile per molti meriti  Z-Gundam (1987), ecco il mobile suit di Char sotto falso nome ma che non rinuncia alla carrozzeria rossa: RMS-099 Rick Dias.

931421big1Ecco il modello lavorato come si presenta
nelle note esplicative all’interno della scatola

A molti questo modello di Mobile Suit non piace, visto le proporzioni un po’ grottesce ed esasperate del corpo enorme e della testa molto poco in evidenza rispetto al busto. Personalmente ho sempre trovato il suo essere così “scimmiesco” uno dei punti di pregio del Rick Dias. La dotazione di armi e la forma particolare del backpack gli danno quella connotazione da gorilla “super-corazzato” che me lo ha fatto piacere da subito!

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Qualche dettaglio dalla scatola originale del modello montato e rifinito

Quello che andiamo a vedere in questa recensione è un modello Bandai un po’ vecchiotto ma sempre attuale, visto che a quanto pare i Master Grade sono sempre in produzione anche a distanza di anni. Il kit Master Grade 1/100 del nostro Rik Dias è entrato in produzione nel 2004 e ha iniziato a presentare caratteristiche che poi sono state implementate nella serie di MG successivi: parte delle gambe, il busto e le spalle hanno un inner frame che permette una disposizione più realistica della corazza esterna evitando tagli alla “uovo di Pasqua” sui pannelli. La soluzione non è implementata per tutto il modello, ma già si iniziano a vedere accorgimenti interessanti che poi saranno applicati a tutto il corpo dei Master Grade a venire con risultati notevoli.
Belle le mani che nel 2004 grazie alle dimensioni maggiorate rispetto a quelle di altri MS permetto due punti di articolazione per ogni dito, tranne il pollice, e le dita separate e indipendenti.
Le articolazioni di ginocchia e gomiti sono abbastanza “dirette” e, complici le dimensioni della corazza, limitano la posabilità del modello.

Nella progettazione sono stati rispettati diversi elementi anche dal punto di vista dell’attinenza tecnologica allo Universal Century: uno su tutti è la posizione del cockpit sferico, collocato proprio sotto la testa come avviene nel Sazabi, altro MS custom voluto da Char Aznable, e gli avambracci + mani che rimandano una versione più tozza e nerboruta delle braccia dello Hyaku Shiki.

Il montaggio è abbastanza rapido, le parti tendono ad essere voluminose e come laboriosità si assesta al livello di uno Zaku II medio, con una stima di circa 350 pezzi.

I pezzi ancora montati sui runner

Le foto che adesso da qui andiamo a presentare appartengo ad un modello “painted”, con qualche accorgimento per aumentare il dettagli di certe zone, come si può notare per le armi e la scelta di una colorazione metallica per alcune parti previste in grigio secondo la guida colori originale. La realizzazione di questo lavoro è stato medio/grezza, senza esagerare in accorgimenti, infatti come noterete non è stato usato stucco per le linee di giunzione meno realistiche (la mezzeria della testa, delle armi e dei propulsori sulla schiena).

In realtà la storia della colorazione di questo modello è alquanto travagliata, in quanto come esperimento si è provato a non utilizzare primer specifici e impiegare colori da “bricolage” in bomboletta per avere risultati immediati. Scelta sbagliatissima che nonostante la resa inizialmente “piacevole” delle superfici ha comportato una fragilità estrema nella verniciatura! Per mantenere una resistenza degna si è dovuta usare una grandissima quantità di trasparente. Tutto questo ci ha dato una lezione di vita: un primer efficace fa la differenza tra una verniciatura a prova di espedienti (urti accidentali, sfregamenti tra parti e manomissioni successive) ed una superficie che si screpola anche solo usando il nastro da mascheramento.

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Vista la caratteristica “sperimentale” del lavoro di verniciatura, favorita dalla facilità del modello e delle ampie superfici, è stato usato per provare una quantità di soluzioni diverse mischiate che sarebbe impossibile elencare tutte: dalle bombolette per bricolage e decorazione che si trovano nei vari Brico e Leroy Merlin, agli acrilici Tamiya e MrHobby, a delle boccette “vintage” di Pactra acrilico risalenti all’inizio degli anni ’80 dati ad aerografo dimenticate in soffitta.

Le parti che immancabilmente si rovinavano in corso d’opera sono state poi ritoccate dove possibile e le ombreggiature sono state riviste ed aggiunte usando i Weathering Set Tamiya (gli “ombretti” del modellista). Visto che c’eravamo abbiamo provato anche a realizzare qualche effetto ruggine nelle parti interne. Non si vedranno mai a meno di smontarlo, ma intanto che si sperimentava…

Le parti che per via dello sfregamento, come il busto, risultavano particolarmente fragili, sono state rifatte poi a partire da un Primer della Army Painter che è risultato solido come roccia, e dopo un passaggio leggero di spugnetta abrasiva per ammorbidire le parti più “sabbiose” è stato possibile ricolorare le parti in volata. Questo dimostra che l’utilizzo di colori specifici è un po’ più costoso, ma regolarizza la resa e fa risparmiare un sacco di tempo…

Dopodiché abbiamo posato diligentemente le decalcomanie ad acqua e poi dato un’altra abbondante passata di trasparente.
Prova sofferta! Ma alla fine malgrado qualche magagna il risultato è stato apprezzabile ed istruttivo. Per la prossima realizzazione si impiegheranno meno prodotti e quelli giusti… si spera!

In conclusione, al di là del lavoro di colorazione, due considerazioni relative al modello BANDAI MG 1/100 RMS-099 Rick Dias in sè:

PRO: Semplicità e immediatezza nel montaggio danno spazio alla customizzazione. Le mani hanno le dita singolarmente articolabili. Buona quantità di dettagli e anche se non ancora completo presenza di un inner frame frame che rende il tutto più realistico e gustoso. Il modello è concepito per portare tutto addosso senza rimpianti per parti non utilizzate.
CONTRO: Diverse aree alla vecchia maniera che richiederebbero un lavoro sapiente di stuccatura per essere più piacevoli alla vista. Qualche zona di “sfregamento” tra le parti che richiedono delle accortezze extra per quanto riguarda la verniciatura. Poca posabilità a causa dell’abbondante corazza.

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